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10. Work of the Chariot Translations

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sepher Ha-Zohar,

Sepher Idra Rabba Qadusha

 

Il Libro dello Splendore,

il Libro della Santa Maggiore Assemblea

 

 

 

Attribuito a Rabbi Shimon Bar Yochai

Tradotto da Fabrizio Lanza

 

 

Edizione integrale con testo in italiano, latino, caldeo – 07/2004

Selezione dei primi 10 capitoli

 

 

E-mail: info@everburninglight.org

WWW: http://www.everburninglight.org

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prima edizione: ottobre 2004

 

Copyright ę 2004 di Fabrizio Lanza, ULC-ITALIA

Via C.A. Colombo 20/F, 34074 Monfalcone (GO)

Tel. 0481-412574

 

Tutti i diritti di copia, traduzione, riproduzione edá adattamento sono riservati per tutti i Paesi.

Stampato in proprio nel mese di ottobre 2004.

 

La presente versione italiana è realizzata sulle traduzioni di “Work Of The Chariot” (http://www.workofthechariot.com), copyright di Daniel Feldman, con permesso, e integrata per quanto riguarda i capitoli mancanti dalla traduzione latina di Knorr von Rosenroth. Il testo completo originale latino e caldeo è allegato alla conclusione della traduzione.

 

La traduzione di Work Of The Chariot, originalmente pubblicata nel 1970, è qui presentata nella sua interezza. Il testo stesso mescola citazioni dalla Torah, dalle Scritture e dai Profeti, col commentario dello Zohar.

La Maggiore Santa Assemblea è estratta dal Libro dello Splendore (Sefer HaZohar), codice mantovano: “Nel deserto” (Torah B’midbar 3: 127a-144b).


Indice dei contenuti

Indice dei contenuti 3

Indice delle immagini 3

Convenzioni di scrittura. 4

Introduzione. 5

Capitolo 1. 7

Apertura e prologo. 7

Capitolo 2. 9

Lo stato del mondo della vanità. 9

Capitolo 3. 10

L’Antico Uno, o Grande Volto, le Sue parti e in particolare il Suo Cranio. 10

Capitolo 4. 11

La Rugiada, o umidità, del cervello dell’Antico Uno, o Grande Volto. 11

Capitolo 5. 11

Ancora sul cranio del Grande Volto. 11

Capitolo 6. 12

La meninge del Grande Volto. 12

Capitolo 7. 13

I capelli dei Grande Volto. 13

Capitolo 8. 14

La fronte del Grande Volto. 14

Capitolo 9. 16

Gli occhi del Grande Volto. 16

Capitolo 10. 19

Il naso del Grande Volto. 19

Il testo originale in latino ed in caldeo. 22

 

Indice delle immagini

La Maggiore Santa Assemblea. 8

 

 


Convenzioni di scrittura

I commenti presenti nel testo originale sono stati posti tra parentesi tonde.

Tutti i commenti del traduttore sono posti tra parentesi quadre.

Le citazioni bibliche ed i riferimenti a testi sacri sono indicati tra parentesi tonde, seguiti dal testo tra virgolette.

Le parole dei protagonisti sono poste tra apici.

Quando si incontra una parola in caldeo, essa è prima scritta in caratteri latini maiuscoli, poi secondo la sua traslitterazione al fine della lettura, infine dal testo in ebraico tra parentesi tonde seguito dalla traduzione in italiano.

Parole ricorrenti in caldeo sono riproposte nella versione traslitterata, in corsivo.

 

 


Introduzione

Sventura a coloro che non vedono nella Torah

altro che semplici storie e parole ordinarie!

Se realmente così fosse, allora potremmo, anche ora,

comporre una Torah ugualmente degna di ammirazione.

Ma in verità la cosa è piuttosto diversa...

ogni parola della Torah contiene in un senso elevato ed un sublime mistero...

le storie della Torah non sono che l’indumento della Torah stessa!

Era per impedire questa calamità che Davide pregava,

“Apri i miei occhi, che io possa vedere le cose meravigliose della Tua Torah”.

Sepher Ha-Zohar

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“Comprendi con Saggezza, sii Saggio con Comprensione” (Sepher Yetzirah 1): in questa frase c’è la chiave di lettura dell’intero Zohar.

Quest’opera gigantesca, di cui qui presentiamo un frammento, contiene i più profondi misteri Kabbalistici e di tutta la creazione. Tuttavia non si tratta di parabole, che comunque comunicano un significato a seconda del livello della persona. Lo Zohar, che significa “Splendore”, contiene solo luce, e se ci troviamo anche solo un po’ nell’ombra, non riusciremo a vedere oltre il velo, e non capiremo nulla. Il suo linguaggio è estremamente crittografato ed illuminato al tempo stesso. Se ne siamo degni, allora questo testo ci rivelerà la sua luce, e la nostra vita raggiungerà nuovi livelli, nuove dimensioni.

Lo Zohar ci spinge verso un punto in cui la comprensione non può più afferrare alcunché, ogni sforzo e tentativo divengono inutili e futili. E quando stiamo abbandonando l’ultima speranza, allora siamo vicini alla nostra meta, che non è altro che una “comprensione” diversa da quella alla quale siamo abituati. Ci troviamo ai nostri primi passi nel mondo della Saggezza. L’occhio di questa viene forzato ad aprirsi, e misteriosamente la nostra Comprensione viene inondata da un mare di luce. Le pare di capire tutto, ma non ci riesce. Non può. La Comprensione è infatti finita, e si trova a nuotare nell’infinito, che è la Saggezza. Si sposta di qua, di là, comprende ogni cosa, ma non riesce ad afferrare e a farsi un’immagine del tutto. E’ come se il conscio nuotasse nell’inconscio, ma essendo molto più piccolo di quest’ultimo, potesse essere cosciente solamente di un frammento per volta. Spostato su un nuovo frammento, dimentica quello precedente, poiché non ha la grandezza sufficiente per tenere in sé tutto nel medesimo momento.

Se ci vuole una tenacia super-umana per arrivare al punto in cui la nostra Comprensione cede, entrati nella dimensione della Saggezza le nostre prove sono solamente all’inizio. Nel nostro interiore, comincia una dura battaglia tra Comprensione e Saggezza. La Comprensione si ribella, reclama i suoi diritti, dubita, crede di essere pazza, vuole tornare coi “piedi per terra”. Ma la Saggezza è lì, così semplice, così radiosa e fulgente, così capace di riempire il nostro cuore, così allettante.

Se abbiamo la capacità di resistere, cominciamo a vivere su più livelli, in più mondi contemporaneamente. Il piano materiale è solo uno dei tanti aspetti. L’occhio del nostro spirito si è cominciato ad aprire, e vediamo nuovi mondi, nuove entità, comprendiamo nuovi significati, vediamo nuove cose che prima non vedevamo. La “visione dei cieli”, tuttavia, non è una cosa perfetta, è carica di illusioni, proiezioni della nostra mente, contatti indesiderati.

Perseverando, il nostro cuore diverrà più puro, e la nostra mente più pulita e cristallina. Ci avvicineremo ancora di più al nostro Creatore, e conquisteremo la “visione delle sfere”. L’occhio della nostra anima si apre, e a questo punto passato, presente e futuro sono una cosa sola. La nostra Comprensione è reale Saggezza. Il significato recondito, l’impronta delle cose ci è rivelata, i nostri compagni sono gli stessi Angeli e gli Arcangeli di Dio.

L’ascesa continua fino all’unione con Dio. Lo Zohar è in grado di scatenare questo meccanismo di catarsi, ma dopo dipenderà solamente da noi. Più saremo vicini a Dio, più vedremo, maggiori saranno le nostre facoltà, etc.; la vicinanza a Dio è fonte di ogni abbondanza, su ogni piano.

Lo Zohar è scritto in Caldeo, ovvero nella variante Rashi dell’Aramaico. Si presenta come un commentario mistico della Torah, che si svolge in dialoghi tra rabbini. La sua origine, come per tanti altri testi Kabbalistici, è molto controversa. Secondo la tradizione, esso risale all’epoca della distruzione del secondo tempio, verso il 200 D.C.; tuttavia non appare prima del 1.250 in Spagna, ad opera di Moshe De Leon.

Il personaggio centrale è Rabbi Shimeon Ben Yochai. La sua straordinaria levatura è testimoniata da numerosi segni divini, come ad esempio un fuoco che circondava la sua abitazione nel corso delle adunanze mistiche, tenendo lontani i discepoli non degni, e permettendo di entrare a quelli degni. Nel corso di queste adunanze il cielo e la terra si univano, e grandi cose venivano rivelate.

All’interno del corpo principale dello Zohar si trovano inseriti alcuni frammenti, che sono dei trattati a sé stanti. Essi sono in ordine il Sifra Detzniyutha (Il Libro di ciò che è Nascosto), che parla dei misteri della creazione e dell’anima umana, nonché delle relazioni tra spirito e materia, il Sitre Torah (I Segreti della Torah), che descrivono l’angeologia celeste ed i nomi divini, il Raya Mehemna (Il Vero Pastore), che attraverso l’esempio di Mosè fornisce le regole di condotta, il Midrash Ha-Neelam (L’Esposizione Recondita), che spiega i metodi di esegesi biblica attraverso la Gematria ed altri sistemi di permutazione delle lettere, le Tosefta (Aggiunte), che integrano i commentari dello Zohar, con riferimenti alle Sephiroth, le Hekaloth (Le Stanze, o Palazzi), in cui sono raffigurate le dimore celesti, l’inferno, il paradiso, i vari gradi di spiriti celesti ed il modo in cui questi interagiscano con l’uomo, l’Idra Rabba Qadusha (La Maggiore Santa Assemblea) e l’Idra Zuta Qadusha (La Minore Santa Assemblea), che espandono i concetti del Sifra Detzniyutha.

La prima edizione stampata dello Zohar appare a Mantova nel 1588, seguita poco dopo da quella di Cremona nel 1590 (esse sono conosciute rispettivamente come “codice mantovano”, e “codice cremonese”). Altre edizioni sono quelle di Lublino (1623), Amsterdam (1714, 1805), Costantinopoli (1736). Le varie edizioni non sono uguali tra loro, ma presentano ciascuna degli ampliamenti, delle riduzioni, o delle variazioni, per cui la ricostruzione dell’originale non è facile.

In seguito alla pubblicazione dello Zohar, nel 1597 a Salonika è apparso lo Zohar Hadash (Il Nuovo Zohar), un commentario mistico indipendente che, oltre al Pentateuco al quale si limita lo Zohar, comprende anche le 5 Megilloth (pergamene), ovvero il Cantico dei Cantici, Ruth, Lamentazioni, Ecclesiaste ed Esther.

Come ci testimonia lo Zohar stesso, esso sarà compreso appena nel XX secolo D.C., ed infatti le prime traduzioni che non siano di alcuni frammenti appaiono proprio in questo secolo:

-          Zohar, Jean De Pauly, 1906-1911, prima traduzione completa francese (oggi ripubblicata da Maisonneuve Et Larose)

-          Le Zohar, Charles Mopsik, 1981, seconda traduzione francese integrale di vasta parte (pubblicata da Editions Verdier)

-          The Zohar, Harry Sperling e Maurice Simon, prima traduzione inglese di vasta parte (pubblicata da Soncino Press)

-          The Zohar, Kabbalah Center, 1993-2003, prima traduzione completa integrale inglese

Significativo rimane inoltre lo sforzo di Knorr von Rosenroth alla fine del ‘600, il primo del suo genere, di tradurre in latino i frammenti più importanti dello Zohar (Kabbala Denudata). Sebbene la sua opera risulti oggi di difficile reperibilità, e non sia stata che molto parzialmente tradotta in altre lingue, si contraddistingue per una traduzione molto limpida e quasi letterale del testo originale. Anche se non priva di qualche errore, come fa osservare l’eminente studioso Scholem, essa è molto fedele.

Per la presente traduzione abbiamo preso la versione inglese di Work Of The Chariot, che contiene i primi dieci capitoli dell’Idra Rabba. La versione latina ed aramaica allegata alla fine dell’opera è tratta dalla Kabbala Denudata di Knorr von Rosenroth.

 

 

 

Monfalcone, 30 luglio 2004

 

Fabrizio Lanza

 

 

 


Capitolo 1

Apertura e prologo

1. Tradizione: rabbi Shimeon parlò ai suoi compagni, e disse: ‘Per quanto tempo dovremo dimorare nella condizione di una colonna di per sé, quando è scritto (Salmi 119:126): “E’ tempo per Te, Signore YHVH, di affidare alla Tua mano, perché essi hanno resa vuota la Tua Torah”’?

2. ‘I giorni sono pochi, ed il creditore urge; il messaggero piange ad alta voce quotidianamente, ed i mietitori della terra sono pochi; e quelli che sono alla fine del vigneto non frequentano, e non hanno saputo dove possa essere il luogo lecito’.

3. ‘Riunitevi voi, oh miei compagni, in un spazio aperto, dotati di armatura e lance; siate pronti nella vostra preparazione, nel concilio, nella saggezza, nella comprensione, nella scienza, nella cura, con mani e piedi! Nominate un Re su di voi, Colui in cui potere è vita e morte, cosicché le parole di verità possano essere ricevute: cose alle quali i santi superni partecipano, e si rallegrano nel sentirle e saperle.’

4. Rabbi Shimeon si sedette e pianse; poi disse: ‘Sventura! Se lo rivelerò! Sventura se non lo rivelerò!’.

5. I suoi compagni che erano lì erano silenziosi.

6. Rabbi Abba si alzò e gli disse: ‘Col favore di Dio, è anche scritto (Salmi 25:14): “Il segreto del Signore YHVH è con coloro che lo temono”. E bene questi compagni temono quel Santo e Benedetto. In casa Sua, alcuni di essi sono solamente entrati, ed alcuni di essi sono anche partiti’.

7. Inoltre, è detto che i compagni che erano con Rabbi Shimeon erano numerati, e furono trovati consistere in Rabbi Eleazer, suo figlio, Rabbi Abba, Rabbi Yehuda, Rabbi Yosi figlio di Jacob, Rabbi Yitza’aq, Rabbi Chisqiah figlio del Rav, Rabbi Chaiya, Rabbi Yosi, e Rabbi Yisa.

La Maggiore Santa Assemblea

8. Essi diedero le loro mani a Rabbi Shimeon, sollevarono le loro dita verso l’alto, entrarono in un campo sotto gli alberi e si sedettero.

9. Rabbi Shimeon si alzò ed offrì una preghiera. Si sedette in mezzo a loro, e disse: ‘Che chiunque voglia, metta la sua mano sul mio petto’. Essi misero le mani lì, ed egli le prese.

10. Quando cominciò, disse (Torah Doverim 27:15): “Maledetto è l’uomo che fa una qualsiasi immagine scolpita o fusa, l’opera delle mani dell’artigiano, e la mette in un luogo segreto. E tutta la gente risponderà e dirà Amen”.

11. Rabbi Shimeon cominciò e disse: ‘E’ tempo per Te, oh Signore YHVH, di stendere la Tua mano. Perché è tempo per il Signore YHVH di affidare alla Sua mano? Perché essi hanno resa vuota la Tua Torah. Cosa è questo, essi hanno resa vuota la Tua Torah? La Torah superiore, che è essa stessa resa vuota, se NON [il Grande Volto] ha operato secondo le Perfezioni [Tikkunim, cioè Sefiroth]. Questo è stato detto riguardo al Vegliardo dei Giorni (Arikh Anpin, il Grande Volto)’.

12. ‘Perché è scritto (Torah Doverim 33:29): “Benedetto sei tu, oh Israele; chi è come te?” E’ anche scritto (Torah Shmoth 15:11): “Chi è come Te tra gli dei, oh Signore YHVH?’.

13. Egli chiamò Rabbi Eleazer, suo figlio, e comandò che si sedesse di fronte a lui, e Rabbi Abba sull’altro lato, e disse: ‘Noi siamo la forma di tutte le cose, le tre colonne delle Sefiroth; così lontano sono stabiliti i Tikkunim’.

14. Essi rimasero in silenzio, e sentirono una voce; e le loro ginocchia batterono una contro l’altra dalla paura. Cosa era quella voce? La voce dell’Assemblea Superiore, che si era riunita in alto.

15. Rabbi Shimeon si allietò e disse (Abacuc 3:1): ‘“Oh Signore YHVH! Ho sentito la Tua parola, ed ho avuto timore!” Egli ha detto: E’ perciò ben fatto, vedere che segue la paura; ma per noi la faccenda dipende piuttosto dall’amore. Come è scritto (Torah Shmoth 6:5): “E tu ti diletterai nel Signore YHVH, il tuo Elohim”. E’ anche scritto (Malachia 1:2): “Io ti ho amato”’.

16. Rabbi Shimeon disse ancora (Proverbi 9:13): ‘“Colui che cammina, andando su e giù, rivela il segreto; ma il fedele nello spirito cela la parola”’.

17. ‘Colui che cammina andando su e giù. Questo detto merita una domanda, perché dice, ┤andando su e giù┤. Perché poi, ┤cammina┤? Già si dice che l’uomo stia andando su e giù; cosa è questa parola ┤cammina┤?’

18. ‘Perché in verità è vero riguardo a quell’uomo che non è stabile nel suo spirito, né veritiero, che la parola che ha sentito si è mossa di qua e di là, come della paglia nell’acqua, finché procede da lui.’

19. ‘Per quale ragione? Perché il suo spirito non è uno spirito fermo.’

20. ‘Ma riguardo a colui che è fermo nello spirito che è scritto: ma il fedele nasconde la parola. ┤Fedele nello spirito┤ denota fermezza di spirito; come è detto (Isaia 22:23): “Ed Io l’attaccherò come un chiodo in un luogo sicuro”. La faccenda dipende dallo Spirito.’

21. ‘Ed è scritto (Ecclesiaste 5:6): “Non permettere alla tua bocca di causare alla tua carne di peccare”.’

22. ‘Perché il mondo non rimane fermo, se non attraverso i segreti. E negli affari mondani c’è un così grande bisogno di segreti, e quanto più nelle cose del più segreto dei segreti, e nella meditazione del Vegliardo dei giorni, le cui faccende non sono rivelate neppure agli angeli più elevati.’

23. Rabbi Shimeon disse, inoltre: ‘Non lo dirò ai cieli, che possano sentire; non lo dichiarerò alla terra che possa sentire; perché certamente noi siamo i pilastri dell’Universo’.

24. E’ detto nei Segreti dei Segreti, che quando Rabbi Shimeon aprì la bocca, tutto lo spazio fu scosso, ed anche i suoi compagni furono scossi.

 

Capitolo 2

Lo stato del mondo della vanità

25. EGLI manifestò il Segreto, e cominciando, disse (Torah B’reshith 36:29): ‘“E quelli sono i re [cioè le Sefiroth] che regnarono nella terra di Edom, prima che un re potesse regnare sui figli d’Israele”.’

26. Benedetti siate voi, oh solo uomini! Perché a voi è manifestato il Segreto [Sod] dei Segreti della Torah, che non è stato manifestato a quei santi superiori.

27. Chi può seguire questa faccenda? E chi è degno di fare così? Perché è la testimonianza della verità delle verità. Perciò fate in modo che le nostre preghiere siano intraprese con devozione, affinché non sia imputato come un peccato, che sto rendendo manifesta questa faccenda.

28. E forse i miei compagni possono parlarmi, perché potrebbe sorgere qualche obiezione contro queste parole. Perché in verità questo lavoro non è tale da poter essere scritto facilmente, in modo che attraverso di esso possa apparire quanti re c’erano prima che venissero i figli d’Israele; come dunque concorda questa faccenda? E per questa ragione i miei compagni hanno mosso la domanda.

29. Il Segreto dei Segreti è perciò qualcosa che l’uomo non può né sapere, né comprendere, e neppure può applicare ad esso le sue regole scientifiche.

30. E’ detto che dinanzi all’Antico degli Antichi, il Nascosto dei Nascosti, istituì le formazioni del Re [Ze’ir Anafin, il Piccolo Volto] e le corone; principio e fine esistevano come NON [Lo].

31. Perciò intagliò ed istituì delle proporzioni in Lui, e diffuse dinanzi a Lui un certo velo; e al suo interno intagliò, e distribuì i re e le loro forme da una certa proporzione; ma essi sussistettero come NON [Lo], nella quiete.

32. Questa è la stessa cosa che viene detta (Torah B’reshith 36:29): “E questi sono i re che regnarono nella terra di Edom”, prima che vi regnasse un re sui figli d’Israele. Il primo re, rispetto ai figli d’Israele, è ′La Prima′ [la Sefirah Sapienza/La Prima].

33. E tutte quelle cose che furono intagliate, ma che sussistettero come NON, sono chiamate coi loro nomi, anche se ancora non sussistevano, finché egli non le abbandonò, e si nascose dinanzi a loro.

 

Capitolo 3

L’Antico Uno, o Grande Volto, le Sue parti e in particolare il Suo Cranio

34. E dopo un certo tempo quel velo fu completamente disunito, in una separazione senza forma, e si ricompose secondo le Perfezioni [Tikkunim, o Sefiroth].

35. E questa è la tradizione: l’Assoluto desiderò di creare al Suo interno l’essenza della luce [n lettere dell’alfabeto], nascosta per duemila anni, e Lo produsse [il Piccolo Volto]. Ed Egli [il Piccolo Volto] Gli rispose [al Grande Volto]: ‘Colui [il Grande Volto] che desidera disporre e costituire altre cose, che Egli [il Piccolo Volto] sia prima disposto secondo le Perfezioni’.

36. Questa è la tradizione descritta ne ′Il Libro Nascosto del Re′, che l’Antico degli Antichi, il Nascosto dei Nascosti, è stato costituito e preparato come in vari membri.

37. Come se fosse detto, ′Egli è trovato, ed Egli NON [Lo] è trovato′; perché Egli non può essere compreso chiaramente, ma Egli ha come se fosse stato formato; ed inoltre Egli non ha da essere conosciuto da nessuno, siccome Egli è l’Antico degli Antichi [il Grande Volto].

38. Ma nelle Sue Perfezioni Egli è stabilito per primo, anche perché Egli è l’Eterno degli Eterni, l’Antico degli Antichi, il Nascosto dei Nascosti; e nelle Sue lettere Egli è conoscibile e NON conoscibile.

39. Bianchi sono i Suoi indumenti, ed il Suo aspetto è a somiglianza di un grande e terribile Volto.

40. E’ seduto sul trono di luce fiammeggiante, in modo da poter dirigere i suoi bagliori.

41. In quarantamila mondi superiori la luminosità del cranio della Sua Testa è estesa, e dalla luce di questa luminosità il giusto riceverà quattrocento mondi nel mondo a venire.

42. Questo è quello che è scritto (Torah B’reshith 23:16): “Quattrocento shekel d’argento, soldi correnti dei mercanti”.

43. All’interno del Suo cranio esistono quotidianamente tredicimila miriadi di mondi, che traggono la loro esistenza da Lui, e da Lui sono sostenuti.

 

Capitolo 4

La Rugiada, o umidità, del cervello dell’Antico Uno, o Grande Volto

44. E da quel cranio stilla una rugiada su Colui che è esterno, e riempe la Sua Testa quotidianamente.

45. E da quella rugiada che fluisce giù dalla Sua Testa, quella che è esterna, i morti sono elevati nel mondo a venire.

46. Riguardo a questo è scritto (Cantico dei Cantici 5:2): “La Mia testa è riempita di rugiada”. Non è scritto: “E’ piena di rugiada”, ma Nimla [almn], ‘è riempita’.

47. Ed è scritto (Isaia 26:19): “La rugiada delle luci è la Tua rugiada”. Delle luci -- cioè dalla luminosità dell’Antico Uno.

48. E da quella rugiada sono nutriti quei santi superni.

49. E questa è quella manna che è preparata per il giusto nel mondo a venire.

50. E quella rugiada stilla sul terreno dei santi meli. Questo è quello che è scritto (Torah Shmoth 16:14): “E quando la rugiada fu salita, si osservò sulla faccia del deserto una piccola cosa rotonda”.

51. E l’aspetto di questa rugiada è bianco, come il colore della pietra del cristallo, il cui aspetto ha tutti i colori in sé. Questo è quello che è scritto (Torah Vayiqra 2:7): “E le sue varietà come le varietà del cristallo”.

 

Capitolo 5

Ancora sul cranio del Grande Volto

52. La bianchezza di questo cranio risplende in tredici lati intagliati: in quattro lati da una porzione; in quattro lati dalla parte del Suo Volto; e in quattro lati da un’altra parte alla periferia; e in una sopra il cranio, come se quest’ultima potesse essere chiamata il lato superno.

53. E da lì la Vastità del Suo Volto è estesa in trecentosettanta miriadi di mondi; e da qui ′Grande Volto′ è il Suo Nome.

54. Ed Egli Stesso, il più Antico degli Antichi, è chiamato il ‘Grande Volto’; e Colui che è più esterno è chiamato il ‘Piccolo Volto’, in opposizione al Santo Eterno Vegliardo, il Santo dei Santi.

55. E quando il Piccolo Volto guarda nuovamente indietro verso di Lui [il Grande Volto], tutti gli inferiori sono ripristinati in ordine, e il Suo Volto viene esteso, ed è reso più grande in quel tempo, ma non per tutto il tempo è grande come il volto del Più Antico.

56. E da quel cranio fuoriesce una certa bianca e brillante emanazione, verso il cranio del Piccolo Volto, con lo scopo di modellare la Sua testa; e di qui verso gli altri crani inferiori, che sono innumerevoli.

57. E tutti i crani riflettono questa brillante bianchezza verso l’Antico dei Giorni, quando sono numerati al di fuori della loro condizione indifferenziata. E per questa ragione esiste qui un’apertura verso il cranio sottostante, quando essi procedono alla numerazione.

 

Capitolo 6

La meninge del Grande Volto

58. Nella cavità del cranio v’è la membrana aerea della suprema nascosta saggezza, che non è rivelata in nessun luogo; e NON [Lo] è trovata, e NON è aperta.

59. E quella membrana avvolge il cervello della saggezza nascosta, e perciò quella saggezza è coperta, perché NON [Lo] è aperta attraverso quella membrana.

60. E quel cervello, che è esso stesso la saggezza nascosta, è silenzioso e rimane tranquillo al suo posto, come del buon vino sui suoi sedimenti.

61. E questo è quello che dicono: nascosta è la scienza dell’Antico Uno, e il Suo cervello è calmo e nascosto.

62. E quella membrana ha un sbocco verso il Piccolo Volto, e perciò il Suo cervello viene esteso, e prosegue in trentadue sentieri.

63. Questa è la stessa cosa che è scritta (Torah B’reshith 2:7): “Ed un fiume proseguì fuori dall’Eden”. Ma per quale ragione? Perché la membrana è aperta, e avvolge completamente il cervello.

64. Ciononostante la membrana è aperta da sotto. E questo è quello che abbiamo detto: tra i segni delle lettere v’è Tav-Yod-Vav; ciononostante Egli l’impresse come un segno dell’Antico dei giorni, dal Quale dipende la perfezione della sapienza, perché Egli è perfetto da ogni lato, e nascosto, e tranquillo, e silenzioso, come il buon vino sui suoi sedimenti.

 

Capitolo 7

I capelli dei Grande Volto

65. Questa è la tradizione: dal cranio della Sua Testa pendono giù mille migliaia di miriadi, settemilacinquecento capelli ricci, bianchi e puri come come la lana quando è pura, che non sono stati mischiati confusamente assieme, affinché il disordine smoderato non dovesse essere mostrato nella Sua conformazione; ma tutti sono in ordine, in modo che nessun ricciolo possa andare oltre un altro ricciolo, né un capello prima di un altro.

66. E in un singolo ricciolo vi sono quattrocentodieci riccioli di capelli, secondo il numero della parola Qadosh [Santo].

67. Ma questi capelli, tutti ed ognuno, irradiano in quattrocentodieci mondi.

68. Ma solamente questi mondi sono nascosti e celati, e nessun uomo li conosce, tranne Lui.

69. Ed Egli irradia in settecentoventi direzioni.

70. Ed in tutti i capelli vi è una fontana, che esce dal cervello nascosto dietro la parete del cranio.

71. E risplende, e va avanti attraverso quei capelli verso i capelli del Piccolo Volto, e da essa è formato il Suo cervello; e di lì quel cervello prosegue in trentadue sentieri.

72. Ed ogni ricciolo irradia e pende giù, arrangiato in bella forma, ed adornato d’ornamenti, ed essi avvolgono il cranio.

73. Ma i riccioli dei capelli sono disposti su ogni lato del cranio.

74. Abbiamo anche detto: si dice che ogni capello sia la rottura delle fontane nascoste, che fuoriescono dal cervello nascosto.

75. Anche questa è tradizione: dai capelli di un uomo si conosce quello che egli è, sia rigoroso che misericordioso, quando oltrepassa i quaranta anni; così anche quando è perfetto nei capelli, nella barba e nelle sopracciglia dei suoi occhi.

76. I riccioli dei Suoi capelli pendono giù in ordine, e puri come la lana, anche sulle Sue spalle. Diciamo sulle Sue spalle? Ciononostante anche al levarsi delle Sue spalle, in modo che il Suo collo non possa essere visto, per quello che è scritto (Geremia 2:27): “Perché essi hanno voltato via da Me il collo e NON la faccia”.

77. Ed i capelli sono meno vicini agli orecchi, affinché non debbano coprirli; perché è scritto (Salmi 130:2), “Siccome i Tuoi orecchi sono aperti”.

78. Da qui i Suoi capelli si protendono dietro ai Suoi orecchi. Il tutto è in equilibrio; un capello non va oltre un altro capello, essi sono in perfetta disposizione, bella sistemazione, e condizione ordinata.

79. E’ la delizia e la gioia del giusto, che è nel Piccolo Volto, di desiderare, di vedere e di conformarsi a quelle Perfezioni [Sefiroth] che sono nell’Antico Uno, il Più Nascosto di tutti.

80. Tredici riccioli di capelli esistono su un lato e sull’altro del cranio; essi sono sulla Sua faccia, e tramite loro comincia la divisione dei capelli.

81. Non c’è sinistra in quel Vegliardo Nascosto, ma tutto è destra.

82. Egli appare, ed Egli NON [Lo] appare; Egli è nascosto, ed Egli NON [Lo] è nascosto; e questo è nelle Sue Perfezioni molto più che in Lui.

83. E riguardo a questo i figli d’Israele desiderarono indagare nel loro cuore, come è scritto (Torah Shmoth 17:7): “E’ il Signore YHVH in mezzo a noi, o il Negativamente Esistente?”. Dove distinsero tra il Piccolo Volto, che è chiamato ‘YHVH’, ed il Grande Volto, che è chiamato ‘Nulla’ [Ayn], il Negativamente Esistente.

84. Ma perché furono poi puniti? Perché non lo facevano nell’amore, ma nella tentazione; come è scritto: “Perché tentarono il loro Signore YHVH, dicendo: è il Signore YHVH in mezzo a noi, o è il Negativamente Esistente?”.

85. Nella divisione dei capelli procede un certo sentiero, che risplende in duecentosettanta mondi. E da quel sentiero risplende nuovamente un altro sentiero, nel quale risplenderà il giusto del mondo a venire.

86. Questo è quello che è scritto (Proverbi 4:18): “Ed il sentiero del giusto risplenderà come la luce, proseguendo, e risplendendo sempre di più nel giorno perfetto”.

87. E fuori da quello, il sentiero si divide in seicentotredici sentieri, che sono distribuiti nel Piccolo Volto.

88. Come è scritto a Suo riguardo (Salmi 25:6): “Tutti i sentieri del Signore YHVH sono misericordia e verità”.

 

Capitolo 8

La fronte del Grande Volto

89. La fronte del Suo cranio è la volontà delle volontà, alla quale è opposta la volontà del Piccolo Volto, come è scritto (Torah Shmoth 28:38): “E sarà sulla Sua fronte sempre per la volontà...”.

90. E quella fronte è chiamata ‘Volontà’ [Ratzon], perché è la governatrice della testa intera e del cranio, che è coperto da quattrocentoventi mondi.

91. E quando è scoperto, le preghiere degli Israeliti ascendono.

92. ‘Quando è scoperto’, Rabbi Shimeon era silenzioso. Chiese ancora una seconda volta, ‘Quando’? Rabbi Shimeon disse a Rabbi Eleazar, suo figlio, ‘Quando è scoperto’?

93. Egli gli rispose: ‘Al tempo dell’offerta della preghiera serale al Sabato’.

94. Egli gli disse: ‘Per quale ragione’? Egli gli rispose: ‘Perché a quel tempo il giudizio inferiore minaccia attraverso il Piccolo Volto; ma quella fronte, che è chiamata ′Volontà′, è scoperta, allora la collera è rimossa e la preghiera ascende’.

95. ‘Questo è quello che è scritto (Salmi 89:14): “Ed io Ti ho pregato, oh Signore YHVH, al tempo della Volontà d’Elohim”’.

96. ‘Ed il tempo della volontà dell’Antico dei Giorni [Grande Volto] ha qui da essere compreso, e dello svelamento della fronte; e perché è così disposto all’offerta della preghiera serale al sabato.’

97. Rabbi Shimeon parlò a Rabbi Eleazar, suo figlio, e disse: ‘Benedetto sia tu, oh figlio mio! Dall’Antico dei giorni; perché hai trovato in quel tempo in cui hai bisogno della volontà della Sua fronte’.

98. Vieni e guarda! In questi inferiori, quando la fronte è scoperta, v’è trovata fissa impudenza.

99. Questo è lo stesso che è scritto (Geremia 3:3): “E ancora hai la fronte di una donna svergognata, tu rifiuti di avere vergogna”.

100. Ma quando questa fronte [Grande Volto] è scoperta, l’inclinazione e la volontà sono trovate in forma perfetta, ed ogni collera è acquietata e sottomessa dinanzi a Lui.

101. Da quella fronte risplendono quattrocento dimore dei giudizi, quando è scoperta durante quel periodo della volontà, e tutte le cose sono in pace dinanzi ad essa.

102. Questo è lo stesso che è scritto (Daniele 7:10): “Il giudizio fu posto...” -- cioè cade al suo posto, ed il giudizio non è esercitato.

103. E questa è la tradizione: non ci sono capelli trovati in quella parte, perché è aperta e non coperta.

104. E’ coperta, dico io, e gli esecutori del giudizio vedono questo e sono pacificati, e [il giudizio] non è esercitato.

105. Questa è la tradizione: questa fronte è stata estesa in duecentosettantamila luci dei luminari dell’Eden superiore.

106. Questa è la tradizione: esiste un Eden che risplende nell’Eden. L’Eden superiore, che NON [Lo] è scoperto, ed è nascosto nell’occultamento, e NON [Lo] è distribuito nei sentieri, come è stato detto.

107. L’Eden inferiore è distribuito nei suoi sentieri, in trentadue direzioni dei Suoi sentieri.

108. E sebbene questo Eden sia distribuito nei Suoi sentieri, NON [Lo] è ancora conosciuto da nessuno, eccetto dal Piccolo Volto.

109. Ma nessun uomo ha conosciuto l’Eden superiore, e neppure i suoi sentieri, eccetto lo Stesso Grande Volto.

110. Come è scritto (Giobbe 28:23): “Elohim comprende la sua via, ed Egli sa il suo posto”.

111. “Elohim comprende la sua via”, questo è l’Eden inferiore, conosciuto al Piccolo Volto. “Ed Egli sa il suo posto”, questo è l’Eden superiore, che l’Antico dei giorni ha conosciuto, il più astruso di tutti.

 

Capitolo 9

Gli occhi del Grande Volto

112. Gli occhi della Testa Bianca [Grande Volto] sono diversi da tutti gli altri occhi. Sopra l’occhio non c’è nessuna palpebra, e neppure c’è un sopracciglio su di esso.

113. Perché? Perché è scritto (Salmi 121:4): “Guarda, Colui che custodisce Israele non si assopirà, né dormirà” -- cioè l’Eden superiore.

114. E’ anche scritto (Geremia 32:19): “I cui occhi sono aperti”.

115. E questa è la tradizione: vedendo che tutto è operato attraverso le misericordie, Egli non ha veli sul Suo occhio, né sopracciglio sopra il Suo occhio. Quanto poco, allora, la Testa Bianca ha necessità di una tale cosa?

116. Rabbi Shimeon parlò a Rabbi Abba, e disse: ‘A cosa assomiglia questo’? Egli gli rispose:á ‘Alle balene ed ai pesci del mare, che non hanno veli per i loro occhi, né sopracciglia sopra i loro occhi; che non dormono, e non richiedono una protezione per l’occhio’.

117. ‘Quanto meno l’Antico dell’Antico degli Antichi richiede una protezione, vedendo che Egli, ben più sopra delle Sue creature, vigila su tutte le cose, e tutte le cose sono nutrite da Lui, ed Egli Stesso non dorme.’

118. ‘Questo è quello che è scritto (Salmi 121:4): “Guarda! Colui che custodisce Israele non si assopirà, né dormirà” -- cioé l’Israele superiore.’

119. ‘E’ scritto (Salmi 33:18): “Guarda, l’occhio del Signore YHVH è su coloro che si rendono conto di Lui”; ed è scritto (Zaccaria 4:10): “Essi sono gli occhi del Signore YHVH, che corrono avanti ed indietro attraverso tutta la terra”.’

120. ‘Non c’è contraddizione [tra questi detti]; uno concerne il Piccolo Volto, e l’altro concerne il Grande Volto.’

121. ‘Ed inoltre, anche se ci sono due occhi, tuttavia essi sono convertiti in un occhio.’

122. ‘Questo è puro nella sua bianchezza, e così il bianco che include ogni bianchezza.’

123. ‘La prima bianchezza risplende, ed ascende e discende con lo scopo di combinarsi con quello che è legato (ad essa) in connessione.’

124. ‘Questa è la tradizione: quella bianchezza dardeggia i suoi raggi, ed infiamma tre luci, che sono chiamate ′Gloria′ [Hod], ′Maestà′ [Hadar], e ′Gioia′ [Chedved]; ed essi raggiano in felicità e perfezione.’

125. ‘La seconda bianchezza risplende, ed ascende e discende, e dardeggia i suoi raggi, ed infiamma tre altre luci, che sono chiamate ′Eternità′ [Netzach], ′Misericordia′ [Chesed], e ′Bellezza′ [Tifareth], ed essi raggiano in perfezione e felicità.’

126. ‘La terza bianchezza raggia e risplende, e discende ed ascende, e procede dalla parte che include il cervello, e dardeggia i suoi raggi verso la settima luce mediana.’

127. ‘E forma un sentiero verso il cervello inferiore, che forma un sentiero verso gli inferiori, e tutte le luci inferiori sono con ciò accese.’

128. Rabbi Shimeon disse: ‘Hai parlato bene, e l’Antico dei Giorni aprirà questo occhio su di te al tempo del tuo bisogno’.

129. Un’altra tradizione narra così: bianchezza nella bianchezza, e bianchezza che include ogni altra bianchezza.

130. La prima bianchezza risplende, ed ascende e discende in tre luci sul lato sinistro, ed esse raggiano e sono bagnate in quella bianchezza, come quando un uomo fa il bagno nei buoni unguenti e negli odori, [rendendosi] in condizione migliore di quella che possedeva prima.

131. La seconda bianchezza discende ed ascende, e risplende in tre luci sul lato destro, ed esse raggiano e sono bagnate in quella bianchezza, come quando un uomo bagna il suo corpo nei buoni unguenti e negli odori, [rendendosi] in condizione migliore di quella che possedeva prima.

132. La terza bianchezza risplende, ed ascende e discende, e prosegue come la luce della bianchezza interna del cervello, e dardeggia i suoi raggi, quando necessario, ai capelli neri, ed alla testa, ed al cervello della testa [Piccolo Volto].

133. Ed essa irradia le tre corone che rimangono, quando è necessario, in modo che possa essere scoperto se questo piace al Più Antico Uno nascosto a tutto [Grande Volto].

134. E questa è la tradizione: quest’occhio non è mai chiuso; e ce ne sono due, e sono convertiti in uno.

135. Tutto è destra; non c’è sinistra lì. Egli non s’assopisce e non dorme, e non richiede protezione. Egli non è Uno che ha bisogno di difendersi, perché Egli difende tutte le cose, ed Egli Stesso ha atteso a tutte le cose, e nella vista del Suo occhio tutte le cose sono stabilite.

136. Questa è la tradizione: se quell’occhio fosse chiuso anche per un momento, nessuna cosa potrebbe sussistere.

137. Perciò è chiamato l’occhio aperto, il santo occhio, l’occhio eccellente, l’occhio della Provvidenza, l’occhio che non dorme nessun sonno, l’occhio che è il guardiano di tutte le cose, l’occhio che è l’esistenza di tutte le cose.

138. E riguardo ad esso è esso scritto (Proverbi 22:9), “L’occhio generoso”; non devi leggere ‘l’occhio benedetto’, ma ‘benedice’, perché è chiamato “l’occhio generoso”, e attraverso di esso tutte le cose sono benedette.

139. E questa è la tradizione: non c’è alcuna luce nell’occhio inferiore, in modo che possa essere bagnato in rossore e nerezza; ad eccezione di quando è guardato da quel bianco splendore dell’occhio superiore che è chiamato ‘l’occhio generoso’.

140. E a nessun uomo è noto quando questo santo occhio superiore possa risplendere e possa bagnare l’inferiore; e quando il giusto ed i superni benedetti stanno per essere visti in quella saggezza.

141. Questo è quello che è scritto (Isaia 52:8): “Perché essi si vedranno occhio ad occhio”. Quando? Quando il Signore YHVH porterà ancora Zion. E’ inoltre scritto (Torah B’midbar 14:14): “Che Tu, Signore YHVH, sei visto occhio ad occhio”.

142. E a meno che il generoso occhio superiore non avesse guardato giù e bagnato l’occhio inferiore, l’universo non avrebbe potuto esistere neppure per un solo momento.

143. Questa è la tradizione nel ‘Libro del Mistero’: la Provvidenza sorge dall’occhio inferiore, quando lo splendore più alto risplende giù su di esso, e quello splendore più alto prosegue nell’inferiore; perché da esso tutte le cose sono illuminate.

144. Questo è quello che è scritto (Torah B’midbar 14:14): “Che Tu, Signore YHVH, sei visto occhio ad occhio”. E’ anche scritto (Salmi 33:18): “Guarda, l’occhio del Signore YHVH è su coloro che lo temono”. Ed è scritto (Zacaria 4:10): “Gli occhi del Signore YHVH, che corrono avanti ed indietro attraverso tutta la terra”.

145. “L’occhio del Signore YHVH è su coloro che lo temono”, se sono giusti. Questo è l’occhio superiore. Al contrario, quando è detto, “Gli occhi del Signore YHVH, che corrono avanti ed indietro”, questo è l’occhio che è sotto.

146. Questa è la tradizione: per quale motivo Giuseppe era degno, tanto che l’occhio cattivo [il malocchio] non aveva dominio su lui? Per il motivo che era degno di essere innalzato dal benigno occhio superiore.

147. Questo è quello che è scritto (Torah B’reshith 49:22): “Giuseppe è il figlio di un ramo fruttifero”; il figlio di un ramo fruttifero sopra l’Ayin. Perché “il figlio di un ramo fruttifero” sopra l’Ayin? Come ad implicare, ‘a causa di quell’occhio che lo guardò’.

148. E’ anche scritto (Proverbi 22:9): “L’occhio generoso sarà benedetto”. Perché? Perché dà il suo pane al povero.

149. Perché è detto al numero singolare? Vieni e guarda. Negli occhi che sono inferiori vi sono un occhio destro ed un occhio sinistro, e sono di due colori diversi.

150. Ma in quest’esempio non vi è occhio sinistro, ed entrambi ascendono in un sentiero, e tutti sono destri. E per questo motivo è menzionato un occhio, e non due.

151. E questa è la tradizione: quest’occhio, che è l’occhio della testimonianza, è sempre aperto, sempre sorridente, e sempre contento.

152. Tali non sono gli inferiori, che in se stessi hanno rossore, e nerezza, e bianchezza -- tre colori;á e non sono sempre aperti, perché ci sono le palpebre a guisa di protezione su questi occhi.

153. E riguardo questa faccenda è scritto (Salmi 44:24): “SvegliaTi, o Signore YHVH, perché dormi?”. E (II Re 19:16): “Apri i Tuoi occhi, oh Signore YHVH”.

154. Quando essi sono aperti, per alcuni sono aperti per il bene, e per alcuni sono aperti per il male.

155. Sventura a colui sul quale è aperto, in modo che l’occhio sia misto a rossore, ed a colui che appare il rossore, mentre si diffonde in quell’occhio. Chi può fuggire da esso?

156. Ma l’Antico dei Giorni è benedetto, presiedendo su quel occhio il bianco splendore della bianchezza, e vedendo inoltre che è di una tale bianchezza che sostiene tutte le bianchezze.

157. Benedetta è anche la sua parte, che quello splendore di tutte le bianchezze irradia.

158. E riguardo a questo è certamente scritto (Proverbi 22:9): “Il buon occhio deve essere benedetto”. Ed è scritto (Isaia 2:5): “Sii presente, oh casa di Giacobbe, e permettici di camminare nella luce del Signore YHVH!”.

159. Questa è la tradizione: tranne che in tutti questi casi, il Nome dell’Antico Uno è celato a tutti, e NON [Lo] è menzionato nella Torah, salvo in un luogo, dove il Piccolo Volto giurò ad Abrahamo.

160. Come è scritto (Torah B’reshith 22:16): “Da Me stesso ho giurato, disse il Signore YHVH”. (Intendi) che questo concerne il Piccolo Volto.

161. Come è scritto (Torah B’reshith 48:20): “In Te Israele benedirà”. Cioè l’Israele superiore.

162. E’ anche scritto (Isaia 49:3): “Israele nel quale Io sarò glorificato”. In questi passi l’Antico dei giorni è chiamato ‘Israele’.

163. Ma noi abbiamo affermato anche che l’Antico dei Giorni è chiamato col Suo Nome, e dunque sia questa (asserzione) che l’altra sono corrette.

164. Questa è la tradizione: è scritto (Daniele 7:9): “Io guardai, finché dei troni furono posati giù, e l’Antico dei Giorni sedette”.

165. “I troni furono posti giù.” Cosa è questo? Egli parlò a Rabbi Yehuda, e disse: ‘Ergiti nel tuo posto e spiega questi troni’.

166. Rabbi Yehuda rispose: ‘E’ scritto (Daniele 7:9): “Il Suo trono è di una fiamma ardente; e su quel trono sedette l’Antico dei Giorni”’.

167. ‘Per quale ragione? Perché così è la tradizione: se l’Antico dei Giorni non si fosse seduto su quel trono, l’universo non potrebbe più esistere dinanzi a quel trono.’

168. ‘Quando l’Antico dei Giorni siede su quel trono, esso Gli è soggetto. Perché colui che siede su di esso lo domina.’

169. ‘Ma a quel tempo in cui Egli lascia quel trono, e siede su un altro trono, il primo trono è rovesciato, affinché alcuno lo domini eccetto l’Antico Uno che solo può sedere su di esso.’

170. Rabbi Shimeon parlò a Rabbi Yehuda, e disse: “Possa la tua via essere ordinata per te, e possa esser(ti) indicata dall’Antico dei Giorni!”.

 

Capitolo 10

Il naso del Grande Volto

171. E vieni, guarda. Ecco! E’ scritto (Isaia 41:4): “Io, YHVH, sono il Primo e l’Ultimo, Io sono Egli [Hu]”.

172. Tutte le cose sono Lui, ed Egli è nascosto ad ogni lato. Così pure è il Suo naso.

173. Dal naso è conosciuto il volto.

174. E vieni -- guarda! Quale è la [differenza] tra l’Antico Uno ed il Piccolo Volto? Egli governa su queste narici, una delle quali è la vita, e l’altra è la vita della vita.

175. Questo naso è come una possente galleria, dalla quale il Suo spirito si precipita sul Piccolo Volto, e lo chiamano ‘Il Datore’.

176. Ed è così: lo Spirito discende; e nuovamente lo Spirito da qui procede attraverso quelle narici.

177. UNO [Echad] è lo Spirito; Esso procede verso il Piccolo Volto, in modo da poter essere innalzato nel Giardino dell’Eden.

178. E UNO è Esso, lo Spirito della Vita, attraverso il quale nel processo del tempo i figli di Davide sperano di conoscere la Saggezza.

179. E da quella galleria s’innalza lo Spirito, e procede dal cervello nascosto, e a lungo riposa sul Re Messia.

180. Come è scritto (Isaia 11:2): “E lo Spirito del Signore YHVH riposerà su di Lui, lo Spirito della Saggezza e della Comprensione, lo Spirito del Consiglio e del Potere, lo Spirito della Sapienza e del Timore del Signore YHVH”.

181. Apparentemente qui vi sono quattro spiriti. Ma noi abbiamo già detto che lo Spirito è UNO;á perché allora sono tre? Alzati, Rabbi Yosi, nel tuo posto.

182. Rabbi Yosi si alzò e disse: ‘Nei giorni del Re Messia, uno non dirà all’altro, ′Insegnami la saggezza′’.

183. ‘Perché così è scritto (Geremia 31:34): “Un uomo non insegnerà più al suo vicino ... perché tutti Mi conosceranno, dal più piccolo di loro fino anche al più grande”.’

184. ‘E a quel tempo l’Antico dei Giorni risveglierà il Suo Spirito che procede dal Suo cervello, il più nascosto di tutto.’

185. ‘E quando quello procede, tutti gli spiriti inferiori sono levati con Lui.’

186. ‘E chi sono? Essi sono le sante corone del Piccolo Volto.’

187. ‘E ci sono sei altri spiriti che sono dati. Essi sono quelli dei quali è scritto: lo Spirito della Saggezza e della Comprensione, lo Spirito del Consiglio e del Potere, e lo Spirito della Sapienza e del Timore del Signore YHVH.’

188. ‘Perché così è la tradizione: è scritto (I Re 2:12): “E Salomone sedette sul trono di David”. E’ anche scritto (I Re 10:19): “Il trono aveva sei gradini”.’

189. ‘E il Re Messia sarà seduto su quei sette. Questi sono quei sei, e lo Spirito dell’Antico dei Giorni, Che è sopra di loro, è il settimo.’

190. ‘Come è detto: ci sono tre spiriti, che comprendono altri tre.’

191. Rabbi Shimeon gli disse: ‘Il tuo spirito riposerà nel mondo a venire’.

192 Vieni -- guarda! E’ scritto (Ezechiele 37:9): “Così dice il Signore YHVH, ‘Vieni dai quattro venti [Sefiroth], oh Spirito!’”. Ma cosa hanno a che fare i quattro venti del mondo con questo?

193. Ciononostante, i quattro venti si sono levati – cioè quei tre, e lo Spirito del Nascosto Antico Uno, donde ve ne sono quattro.

194. E così è la faccenda: perché quando è prodotto quello, tre altri sono prodotti con esso, che in loro comprendono altri tre.

195. Ma è la volontà del Santo Benedetto Uno di produrre Uno Spirito, Che in Se stesso include tutti gli altri.

196. Perché è scritto (Ezechiele 37:9): “Dai quattro spiriti, vieni, oh Spirito!”. Non è scritto così:á ‘Voi quattro spiriti, venite!’, ma “Dai quattro spiriti, vieni!”.

197. E nei giorni del Re Messia non ci sarà bisogno che uno insegni ad un altro; perché quello Spirito Uno [Ruach Echad] Che in Se stesso include tutti gli spiriti, conosce tutta la Saggezza e la Comprensione, il Consiglio ed il Potere, e lo Spirito della Sapienza e del Timore del Signore YHVH;á perché Esso è lo Spirito che comprende tutti gli spiriti.

198. Perciò è scritto, ‘Dai quattro spiriti’; che sono quei quattro compresi nei sette gradini dei quali abbiamo appena parlato.

199. E questa è la tradizione: tutte le cose sono comprese in questo Spirito dell’Antico degli Antichi, Che procede dal cervello nascosto nella galleria delle narici.

200. E vieni -- guarda! Qui dentro è la differenza tra il naso (del Grande Volto) ed il naso (del Piccolo Volto).

201. Il naso dell’Antico dei Giorni è vita in ogni parte. Riguardo al naso del Piccolo Volto è scritto (Salmi 18:8): “Salì del fumo dalle Sue narici, e il fuoco della Sua bocca divorò”.

202. Sale un fumo attraverso le Sue narici, e da quel fumo è acceso un fuoco.

203. Quando quel fumo sale, cosa segue dopo? Dei carboni sono accesi da esso. Quale è il significato di questo ‘Da esso’? Da quel fumo, fuori di quel naso, fuori da quel fuoco.

204. Questa è la tradizione: quando Rav Hammenuna, il più anziano, desiderò offrire sua preghiera, disse, ‘Prego il Signore delle Narici, il Signore delle Narici io prego’.

205. E questo è quello che è scritto (Isaia 48:9): “Nella mia lode (il Mio naso) ritirerò le Mie narici da te.” Nel qual posto la frase riguarda l’Antico dei Giorni.

206. Questa è la tradizione: le dimensioni di questo naso sono così enormi che ne sono sostenuti trecentosettantacinque mondi, i quali aderiscono tutti al Piccolo Volto.

207. Questa è la lode della conformazione del naso.

208. E questo, e tutte le forme dell’Antico dei giorni, sono viste e NON [Lo] sono viste; esse sono viste dai signori dei signori --dagli uomini pii-- e NON [Lo] sono viste da altri.


 

 

 

 

 

 

Il testo originale in latino ed in caldeo